Un 31 agosto un po’ diverso…
Se uno ha pazienza, il 31 di agosto arriva sempre. L’ultimo giorno dell’anno scolastico.
E il 2024/25 non fa eccezione. Lo chiudiamo qui, oggi, mentre scende la sera.
Domani, lunedì primo settembre 2025, sarà un’altra cosa. Solo un giorno di distanza, ma un anno scolastico nuovo, con molte sorprese: cortile interno nuovo di zecca, pochi piccioni, molti docenti neoimmessi in ruolo, più di mille studenti (pare che studiare al Girardi piaccia…), e progetti in cantiere per tutti! Qualcuno è già in giro per l’Europa o addirittura in Canada…
Voltiamo pagina…
Chiudiamo un anno intenso e impegnativo, come del resto lo sono stati tutti questi ultimi…
E salutiamo chi ci lascia perché ha concluso il percorso scolastico e si tuffa nel suo futuro: Alessia, Laura, Arianna, Filippo, e con loro tutte le studentesse e gli studenti delle quinte.
Salutiamo chi si è accorto che il Girardi non fa per lui ed ha deciso di ricominciare altrove.
Chi è partito per il suo ultimo viaggio, compagni di lavoro o genitori o studenti: Valerio, Anna, Sergio, Maria Luisa, Enrico, Sandy…
Chi ha concluso il suo percorso professionale e ora guarda a nuovi orizzonti: Paola, Marcello, Cleofe, Giorgio, Massimo, Renata e Serena.
Chi va a lavorare altrove: Gloria, Stefano e Francesco.
Sì anche io, dopo la bellezza di 28 anni.
Ho varcato il cancello di via Kennedy 29 per la prima volta il 1° di settembre del 1997, quando Sabina Faraglia era la preside, Renato Segna era il vice e non esisteva ancora Internet.
Quanto tempo!
Ho consumato 3 zainetti, tutti scarabocchiati allegramente fino all’ultimo centimetro. Ho incrociato la strada di una marea di ragazzi e ragazze, ho imparato i loro nomi (e quelli delle rispettive morose o morosi), ho provato ad ascoltarli. Li ho abbracciati e li ho baciati, quando ancora era un gesto di affetto e non un rischio…
Di tanti serbo nel cuore un ricordo affettuoso, di parecchi ancora il nome, di alcuni la foto.
Insegnavo religione, ma in realtà ricoprivo un ruolo misterioso e affascinante che mi permetteva di avvicinare il cuore di studentesse e studenti, e a volte anche dei genitori…
Ero giovane, ero curioso, avevo tempo, ed ho messo a disposizione del Girardi queste carte, là dove c’era bisogno, magari smontare e rimontare un pc, fare le foto di classe o fare il verbale.
Ho accolto i docenti nuovi con una stretta di mano e le password, ho bevuto il caffè con Loreta e Delfina, ho scambiato libri e riflessioni con Renato.
Ho pianto con Carlo Marzolo quando abbiamo saputo di Nadia.
A Daniela ho detto “non preoccuparti, è capitato anche a me, aspetta e vedrai!”
Ho cominciato a chiamarlo “Giacinto” perché così lo hanno definito gli studenti sul mio zainetto.
Poi un giorno la mia bimba di 9 anni al rientro da scuola mi dice “Babbo, il preside non ci lascia più tornare a casa da soli. Vieni tu a fare il preside?” Come si fa a dire di no ad una figlia?
Così sono tornato sui libri.
Perchè capivo che, dopo gli anni incerti delle reggenze, si apriva una nuova opportunità di fare qualcosa per Giacinto.
E che gioia sapere che più di un collega faceva il tifo per me! Qualcuno … persino una novena!
E’ inutile che tenti di tracciare un bilancio di questi 6 anni, e poi non ci riuscirei.
Anni preceduti dalla morte di Luca D’Alpaos, passati attraverso la prova della pandemia e segnati dal ritorno alla normalità prima e dal PNRR poi.
Cosa rimane di tutto questo tempo passato insieme? Gomito a gomito, con i ragazzi e per i ragazzi, a sognare una scuola più bella e a tentare di realizzarla?
Certamente i volti, le voci, molte soddisfazioni e qualche delusione. E tutto impresso nel profondo dell’animo prima ancora che sugli album fotografici o sui cellulari.
Il complimento più bello me lo ha fatto Anna Di Guardo “Tu ti ricordi cosa vuol dire essere un insegnante”. Ma anche qualcuno degli ultimi miei studenti “Lei prof è sprecato come preside…”
Ho lasciato la mia porta sempre aperta, ho provato ad ascoltare tutti, e fare la mia parte perché Giacinto fosse prima di tutto una comunità di persone.
Non da solo, ovviamente. Insieme a voi: voi colleghi docenti, voi collaboratori e assistenti, voi genitori.
Ho cercato di stare tra voi come uno che serve … ma non ci sono riuscito, perché volevo sapere tutto e decidere su tutto. Perdonatemi, mi sono lasciato prendere la mano, e so che da questo punto di vista non vi mancherò…
Ho un debito di riconoscenza con ciascuno di voi, e vorrei ricordarlo ora guardandovi negli occhi. Quelli che hanno accettato la sfida e si sono spesi con generosità, quelli che hanno criticato per migliorare la situa, quelli disponibili sempre e comunque, chi è qua da anni e chi invece ci è stato anche solo in questo 2024/25.
Fra tutti Marina e Serenella, compagne di resistenza e di sopportazione nei tempi grigi delle reggenze, capaci di grandi progettualità e di un attenzione alle fragilità che continua a stupirmi.
Marilù, che “ci semplifica la vita” e c’è sempre, di persona o nascosta nelle pieghe della Rete.
Simone, che arriva per primo a scuola e va via per ultimo e che, insieme a Sonia, è già impegnato nell’accoglienza di chi prenderà il mio posto.
Perdonatemi se non vi nomino uno ad uno…
Le “ragazze” della segreteria, tutte! ma in modo particolare Daniela che, quando non avevo un posto per lavorare al sito, mi ha ospitato nel suo minuscolo ufficio.
Delfina e Loreta, compagne di pausa caffè e di profonde riflessioni sulla vita.
Pasquale e Thomas, sempre in giro – rigorosamente in coppia – a montare, smontare e risolvere.
Marco, Giampaolo, Antonio, Elisabetta che hanno offerto il loro tempo e la loro presenza nel Consiglio di istituto.
Elena, il volto gentile della collaborazione con la Provincia, che ci ha appena regalato il cortile nuovo.
E infine Serena, di nome e di fatto.
Se il Girardi in questi 6 anni ha funzionato bene è per merito suo.
Ha portato un clima di rispetto e stima reciproca nelle relazioni tra il personale ATA e con i docenti.
Ha sempre accettato le mie proposte, anche quando ciò significava lavorare fino a notte fonda.
Non ha mai detto “non si può fare”. Si è lamentata poco e sempre con eleganza. Ha finanziato tutto e pagato tutto, spiegando nel dettaglio cosa e come. Ha lavorato dietro le quinte perché agli studenti potessimo offrire un servizio di qualità, perché il personale scolastico potesse lavorare in serenità, perché il dirigente fosse fiero di Giacinto! Lei una ragioniera diplomata al
Girardi fedele fino all’ultimo giorno.
Domani riprendete senza di me, ma sono sicuro che con Giovanni vi troverete bene.
Perché le persone passano ma Giacinto resta.
Un abbraccio fraterno
Francesco Merici
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